Studia la lezione, attraversa i ponti, costruisci le tue competenze
Ti sembra che la storia parli solo di re e battaglie lontane da te? In realtà ogni scelta che fai oggi — votare, mantenere una promessa, riconoscere una bufala — ha radici profonde nel passato.
Ogni capitolo è una lezione completa, pronta per lo studio e per l'interrogazione: leggi i paragrafi, impara le parole chiave e le date, poi attraversa i 3 ponti che collegano quei fatti alla tua vita di oggi. Ogni ponte attraversato deposita una competenza nel tuo quaderno.
Qui si raccolgono le esperienze che hai acquisito attraversando i ponti. È la mappa di ciò che sai fare grazie alla storia.
Questa applicazione nasce dall'esigenza, posta dalle Nuove Indicazioni 2025, di colmare la distanza tra gli eventi narrati dalla storia e la quotidianità di un alunno di undici-dodici anni, senza per questo cedere a un uso strumentale o moralistico del passato. Le pagine che seguono rendono conto, in modo trasparente, di ogni scelta compiuta nella costruzione dello strumento, perché possa essere valutata con il rigore proprio della disciplina storica.
L'impianto risponde a tre indicazioni che riteniamo centrali nel nuovo testo: la continuità tra passato e presente come chiave per dare senso allo studio della storia al primo anno; la centralità del campo di esperienza del preadolescente, cui ancorare concetti altrimenti astratti; la valutazione formativa, orientata a documentare i processi di apprendimento più che a sanzionare l'errore. L'app non sostituisce il libro di testo né la mediazione del docente: ne è un complemento per lo studio autonomo a casa, costruito sull'intero arco dei diciotto capitoli del manuale in adozione.
Ogni capitolo si conclude con tre ponti, articolati in quattro momenti:
La distanza temporale è colmata per analogia di struttura e non per appiattimento: il passato non viene attualizzato né giudicato col metro di oggi, ma usato come specchio che illumina meccanismi ricorrenti (il patto, la regola scritta, il capro espiatorio, l'equilibrio dei poteri). Il dilemma vive nel presente dell'alunno; il fatto storico resta intatto nel suo tempo.
È il punto su cui abbiamo lavorato con maggiore cura, perché tocca lo statuto epistemologico della disciplina. La storia non è un repertorio di buoni esempi: ha conosciuto la guerra come normalità, la schiavitù, la persecuzione delle minoranze; ciò che un'epoca riteneva legittimo, un'altra lo ripudia. Per questo l'applicazione evita con sistematicità due tentazioni opposte: erigere il passato a modello da imitare, oppure processarlo dal pulpito del presente.
«La Storia non è un modello da imitare né da condannare. Qui non c'è una risposta giusta da indovinare: osserva le differenze e fatti delle domande. È in classe, con l'insegnante, che il confronto diventa davvero ragionamento storico.»
Operativamente questo principio si traduce in tre accorgimenti:
A ciascun ponte è affiancato uno spazio di scrittura libera, esplicitamente non valutato, in cui l'alunno annota se ciò che accadde allora sarebbe oggi «possibile, accettabile o opportuno». Non chiediamo una sentenza, ma l'avvio di una coscienza storica: la consapevolezza che le categorie del lecito e del normale mutano nel tempo. Queste annotazioni restano private e raggiungono il solo docente, che le riprende e le problematizza in classe, sede propria del giudizio storico argomentato.
Ogni capitolo è corredato da una mappa che esplicita la catena causa → scelta storica → conseguenze → eredità nel presente. La scelta di porre al centro la decisione storica, e non il mero accadimento, risponde a un'idea di storia come campo di possibilità e di responsabilità, non come destino. Le mappe sono insieme strumento di studio (per ricostruire il perché e non solo il cosa) e antidoto a una lettura puramente cronologica ed evenemenziale.
Ciascun capitolo è una lezione completa: paragrafi tematici, parole chiave, date, pensati anche per l'interrogazione. Le prove di autoverifica adottano formati diversi dalla sola scelta multipla — riordino cronologico della linea del tempo, associazione termine-definizione, testo interattivo (hot text) — per sollecitare operazioni cognitive distinte: la successione, la relazione concettuale, il riconoscimento entro un contesto.
Non si attribuiscono punteggi né classifiche. L'avanzamento è registrato come processo (ponti attraversati, prove svolte) e confluisce in un «quaderno delle competenze», in cui ogni esperienza è formulata in prima persona come un saper fare trasferibile. La logica è quella della documentazione dei progressi, coerente con una valutazione che accompagna l'apprendimento anziché limitarsi a misurarlo.
L'applicazione funziona interamente offline e conserva i progressi sul dispositivo. La condivisione col docente, facoltativa, avviene per dato minimo e cifrato: l'alunno è identificato da un nickname e non dal nome reale; i dati sono cifrati (AES-GCM) sul dispositivo prima dell'invio e depositati in un foglio privato del docente, leggibili solo dopo l'inserimento della passphrase di classe. La protezione dei dati dei minori è dunque assunta come vincolo di progettazione, non come adempimento successivo.
Lo strumento conosce e dichiara i propri limiti. L'analogia tra passato e presente è euristica, non identità: va costantemente vigilata perché non degeneri in anacronismo. La selezione dei nodi storici comporta inevitabili omissioni. Soprattutto, il ragionamento storico vero — la critica delle fonti, la contestualizzazione, il confronto delle interpretazioni — non è delegabile a un'applicazione: avviene nella relazione educativa. L'app prepara il terreno e raccoglie domande; la storia, come disciplina, si fa in classe.
I contenuti storici sono ancorati al manuale in adozione e impostati per restare fedeli ai fatti; le situazioni di analogia sono collocate nel presente del preadolescente. Osservazioni e proposte di revisione sono benvenute: questo impianto è, esso stesso, una bozza aperta al confronto.
Riservata all'insegnante. Per aprirla serve il token di accesso (impostato nello script). Il token non è memorizzato nell'app: verrà chiesto qui ogni volta.